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La paura e la voglia
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Poi non c'è da stupirsi se siamo diventati come siamo diventati.
Repubblica e tecnologia
Ho appena inviato questa mail alla redazione di Repubblica:
Subject: Ignoranza in materia di tecnologia
Gent. Venerdí,
in visita ai miei genitori stavo sfogliando l'ultimo numero del Venerdí e ho fatto fatica a trovare gli articoli, nascosti come erano le pagine e pagine di pubblicità alla Microsoft.
Per una frazione di secondo mi son detto "ma queste pubblicità Microsoft ridicole e piene di fregnacce non ledono la reputazione in materia di tecnologia di questo giornale?". Poi mi son ricordato che stavo sfogliando il Venerdí di Repubblica.
C'era una pagina di pubblicità Microsoft in cui si diceva che Repubblica usa Internet Explorer. Giusto, mi son detto: lo sanno tutti che non han mai capito un cazzo di tecnologia.
E infatti, piú avanti nella sezione nuovi gadget compare bello come il sole un pesce d'aprile di Think Geek.
Del resto, se Berlusconi può dire impunemente che cura il cancro in 3 anni, Microsoft può dire impunemente che Internet Explorer è il browser piú sicuro del mondo e rispetta un sacco la privacy. Giusto?
Appena si disperde sta nuvola di fumo io torno all'estero. Statemi bene.
Cordiali saluti,
Enrico
La storia si ripete
Quasi un anno fa:
Spicca naturalmente l’esclusione del rocker Beppe Maniglia con la sua lista “Muscolosa”. A lui sono state contestate “le firme e irregolarita’ nella presentazione della lista”, come spiega il presidente della commissione elettorale, Francesco Russo. In particolare, la lista di candidati per il Consiglio comunale presentata da Maniglia aveva “alcuni nomi cancellati col bianchetto, quindi non c’era certezza sui candidati che effettivamente sono stati presentati ai sottoscrittori”. I nomi cancellati, come spiega la commissione, erano cosi’ tanti che si scendeva sotto il numero minimo di 31.
Escluse, invece, [...], e Maniglia Muscolosa, di Beppe Maniglia, il musicista che da anni anima i pomeriggi dei bolognesi in piazza Maggiore. La sua lista è stata scartata anche per irregolarità su quattro nomi di candidati: cancellati con un bianchetto e sostituiti a penna con altri quattro, di fatto hanno invalidato complessivamente la lista che, essendo formata da 31 candidati (numero minimo) si è così ridotta a 27 nomi.
Oggi:
http://www.repubblica.it/politica/2010/03/01/news/liste_pdl_nel_lazio-2466722/
Minacciato o solo affamato? O forse impegnato a modifiche di lista dell'ultimo minuto? La vicenda della mancata presentazione delle liste Pdl per le regionali del Lazio nella provincia di Roma oscilla tra la farsa e il dramma politico. Al centro c'è Alfredo Milioni, presidente Pdl del XIX municipio della capitale: l'uomo che ha lasciato l'edificio del Tribunale forse per andare a mangiare un panino o, forse, per cancellare qualche nome dalle liste che stava per presentare su indicazioni, pare, venute molto dall'alto.
Dica la verità.
«Lo giuro, lo giuro! Non volevo apportare modifiche. Mi deve credere, capito?».
Va bene, stia calmo. Questo però significa che è davvero andato a mangiarsi un panino.
«Sì... ecco, sì: sono andato a mangiarmi una panino. Non mi pare grave, no?».
Quindi è vero: lei ha lasciato l’aula per andare al bar.
«Io? A mangiare?».
In conferenza stampa, la Polverini ha fornito una ricostruzione dei fatti un poco diversa.
«No, cioè... io, a mangiare: ma chi l’ha detto?».
Lei, adesso.
Sebbene il buon Beppe Maniglia non meriti davvero di essere messo di fianco a gente oscena di questo tipo.
Pasto criminale
Si era in coda nella circonvallazione di San Giovanni in Persiceto per andare a una visita chirurgica all'USL di Crevalcore, quando si è notato sulla destra questo sbarazzino ristorante con un po' di patacche sulla porta da qualche guida, tra cui pure la Michelin: http://www.ristorantegiardinetto.it/
Tornati a casa, abbiamo googlato e chiesto a un po' di gente di San Giovanni, e nessuno lo conosceva. Una persona sana di mente avrebbe detto: "se la gente di San Giovanni non lo conosce, ci sarà un motivo". Noi ci siamo invece detti "se non lo conosce nessuno, andiamo a vedere".
La verità è: "Se la gente di San Giovanni va invece al Bertoldo, un motivo ci sarà".
Siamo entrati ottimisti. Menú tipico Bolognese, tortellini, passatelli, tortelloni di ricotta, bolliti. Piú "Menú del giorno" dedicato alla Sicilia con Pasta alla Norma e cose cosí. Bello.
Primi ordinati: Pasta alla Norma, Tortellini in Brodo.
Come secondi: Misto di verdure arrosto, Braciola di maiale. Avrei voluto lo zampone dal carrello dei bolliti, ma siccome è ancora troppo caldo i bolliti non li hanno, per cui ho ripiegato sulla braciola.
Dopo che il cameriere è andato via con l'ordine, mi è venuto il terribile dubbio: "ma se non siamo in stagione per i bolliti, con cosa lo fanno il brodo?".
Arrivano i primi. Dopo un'accurata ricerca che ci ha visti coinvolti entrambi abbiamo trovato una minuscola striciolina di melanzana in mezzo agli spaghetti, che ci ha confermato che effettivamente erano gli spaghetti alla Norma che avevamo ordinato e non un ordine sbagliato di spaghetti al sugo con aggiunta di unto.
I tortellini invece erano fatti a mano, pure piccoli (la sfoglina era brava), e se si scolava via con cura il brodo erano anche buoni.
Finiti i primi, il cameriere ha chiesto "tutto bene?" e io, candidamente ho detto "buoni i tortellini, peccato per il brodo". Non l'ha presa bene. Ha malcelatamente represso un attacco d'ira ed è scappato con la scusa di andarlo a dire al cuoco. È tornato poco dopo con una supercazzola che aveva a che fare col fondo della pentola, alla quale non abbiamo dato molto peso. Ha avuto il buon gusto di non chiedere com'erano gli "spaghetti alla Norma".
Arrivano i secondi. Verdure arrostite ustionanti dentro, che solo il microonde le sa scaldare cosí bene, e farcite di pangrattato intriso in sgradevole unto. In compenso, braciola di maiale talmente secca che solo a guardarla mi si sono asciugate anche le lacrime dagli occhi.
La braciola ho provato a campionarla in vari punti ma alla fine l'ho dovuta lasciare nel piatto. Ho poi aiutato a finire le verdure ai grassi saturi, che in confronto con la braciola erano di-vi-ne.
Quando il cameriere è arrivato a portar via i piatti, un po' rassegnato ha chiesto "non andava bene la braciola?". Ho risposto "sta scherzando?". Mi ha detto "se vuole gliela faccio rifare". Ho detto "grazie, ma è meglio di no". Ha insistito. Ho insistito che portasse il conto.
Il conto ci ha messo un po' ad arrivare. Alla fine ci hanno fatto pagare tutto a prezzo pieno nonostante le lamentele e la braciola lasciata lí. Dopo vado a cercare l'email del feedback della guida Michelin.
Il conto:
- 2 Coperto e pane: 5€ (il costo di una pizza marinara)
- 2 Minestra: 19€ (8€ spaghetti conditi con pomodoro e unto strizzato delle melanzane al forno; 11€ tortellini buoni devastati da un brodo indegno)
- 2 Pietanza: 20€ (10€ verdure al gratin di grassi saturi e 10€ braciola di ieri scaldata col fòn)
- 1/2 Sangiovese della casa: 5€ (stica)
- 1l Acqua gasata: 2.50€
- Totale: 51.50€
Bagno senza carta igienica, con l'asse sconnesso.
Fossimo stati in centro a Venezia il mese d'Agosto, uno lo dà per posto truffa per turisti. Ma nella Bassa, non saper cuocere una braciola, è criminale.
Volevo chiamare il 112: "pronto, vorrei la polizia. Buonasera. Sono in un ristorante a San Giovanni, Circ.ne Italia, 20. Si. Per favore venite subito. Si. Stanno insultando il buon nome del MAIALE. Si, nella Bassa. San Giovanni in Persiceto, ha capito bene. Ok, bene, vi aspetto."
Python versione Bignami
Tipi di dati
Classici:
- Nessun valore:
None. - Valori logici
- Numeri
- Stringhe
Funzioni e classi:
Contenitori:
Classi piú comuni:
Operazioni
- Scrivere un sorgente python
- Gestione errori
- Confronti
- Iterazione
- Lavorare con le date
- Input e print
- Eseguire programmi
- Scrivere test
- Funzioni tipo shellscript
- Collegarsi a un database SQL
- Chiamare routine Fortran
Moduli extra
Link
Feedback democratico
Le elezioni sono passate, la frustrazione rimane.
Per la comodità di chi volesse dare un democratico feedback alle deludenti forze politiche in gioco, dallo spiegare pacatamente le proprie ragioni per l'aver votato un altro, al mandarli cortesemente a scoreggiare nella farina, ecco un po' di email:
I partitonzoli di sinistra lesionista: redazione@sinistraeliberta.it, sitoprc@rifondazione.it, redazione@pdci.it
I Poveri Dementi che sono convinti di aver vinto le elezioni: segreteria@partitodemocratico.it
Non dimenticate di mettere bene in chiaro che la mail di insulti che avete mandato non è da intendere come una richiesta di essere iscritti alle loro newsletter.
10 motivi per cui il PD è meglio del PDL
Nel mio piccolo, cerco di dare il mio contributo alla campagna elettorale del PD.
- Il leader del PDL parla sempre.
Il PD è meglio: I suoi politici non parlano mai. - Di PDL ce n'è uno solo, di PD ce ne sono tanti
- Il PDL spende tutti i soldi delle casse dello stato.
Il PD è meglio: le riempie cosí che dopo possano essere spese. - Il PDL si intasca le ricchezze dello stato.
Il PD è meglio: lascia che siano gli altri a farlo. - Il PDL ha un leader impazzito.
Il PD è meglio: non ha un leader. - Il leader del PDL adesca le minorenni.
Il PD è meglio: adescano solo le persone sopra i 50 anni. - Il PDL fa gli interessi di Berlusconi.
Il PD è meglio: non fa gli interessi di nessuno. - Il PDL ha pessime idee.
Il PD è meglio: non ha idee. - Il PDL ha un enorme conflitto di interessi.
Il PD è meglio: ha solo un enorme conflitto. - Il PDL vince le elezioni ma non si sa perché.
Il PD è meglio: almeno si sa perché le perde.
(con l'aiuto di vari compagni in giro per la rete)
Fagottini di pollo agli spinaci
È da tempo che cerco di capire come cucinare una buona bistecca, e finalmente ho trovato un sito di cucina che parla la mia lingua.
Giochiamo quindi con la Reazione di Maillard. Dopo un discreto successo con una bistecchina da quattro soldi, è venuto il momento di cimentarsi col pollo, che è l'unica carne che piace alla morosa.
La carne di pollo ha proteine, ma non abbastanza zuccheri perché avvenga la reazione di Maillard. Ergo, mariniamo la carne in qualcosa che contenga zuccheri.
Guggolando "pollo" e "marinata", esce questa bella ricetta "Petti di pollo ripieni al miele e aceto balsamico". La ricetta dice: "rosolatevi il pollo (3-4 minuti per lato, a fuoco medio)", ma io Maillard lo volevo guardare negli occhi e "fuoco medio" non mi bastava, e poi in Inghilterra non si trova lo speck, e io in casa avevo degli spinaci e non dell'"insalata Tatsoi", ergo, ho pistolato la ricetta come mio solito:
Arrosto di pollo ripieno di spinaci
Ingredienti:
- 3 petti di pollo a fette
- 3 fette di bacon magro, senza cotenna (siamo in Inghilterra...)
- 6-7 cubetti di spinaci surgelati
- 2 cucchiai di miele (meglio se d’Acacia)
- 2 cucchiai di aceto balsamico
- 1 cucchiaio di salsa di soia
- 1 cipollotto
- peperoncino secco sminuzzato
- olio, sale, pepe nero
- vari spicchi di aglio
Ho scongelato gli spinaci in un tegamino a fuoco basso, assieme a 4 o 5 spicchietti d'aglio schiacciati.
Nel frattempo ho fatto la marinata con miele, aceto balsamico, salsa di soia, il cipollotto tagliato finemente, uno spicchio o due d'aglio schiacciato, il peperoncino, due cucchiai d'olio, sale, pepe.
Ho poi spiattellato un po' i petti di pollo, ci ho messo sopra una fetta di pancetta, poi ho intonacato con uno strato di spinaci, arrotolato il tutto e legato con lo spago.
Pronti i fagotti li ho messi a mollo nella marinata. Li ho lasciati lí una buona mezz'oretta poi li ho girati e li ho lasciati lí un'altra mezz'oretta, in modo che si impregnassero e colorassero bene.
A questo punto, ho dato la molla al forno a 180° (per dopo) e ho messo sul fuoco una padella (io ho usato il wok antiaderente) con un pochino d'olio d'oliva.
Mi sono assicurato di non far danni con la fiamma vivace: la reazione di Maillard avviene oltre i 140°, il punto di fumo dell'olio d'oliva è dai 190° ai 240°, e quello del teflon dell'antiaderente è di 300°, quindi i margini ci sono.
Fiamma alta, olio caldo, giú il primo fagotto di pollo: due minuti per lato, col tegame coperto per limitare i danni degli schizzi. Ogni fagotto fatto da entrambi i lati l'ho poi messo in una pirofila, ci ho versato sopra un filo d'olio e ho messo tutto in forno per una 20ina di minuti, per stare nel sicuro perché, seppure a fiamma alta, 2 minuti per lato non mi sembravano abbastanza per cuocere il pollo e il bacon all'interno.
Tra un fagotto e l'altro vale la pena togliere dal tegame il grosso dei fondi e metterlo da parte, altrimenti a star lí per 3 fagotti su 2 lati c'è il rischio che bruci. Alla fine, col tegame bello incrostato, ci ho versato del vino, ho aggiunto i fondi messi da parte, e col fuoco basso e il cucchiaio di legno ho scrostato il tutto. Ho poi aggiunto un po' di zucchero per contrastare l'aspro del vino e ho lasciato restringere, dopodiché ho filtrato col colino e ho ottenuto una salsina deliziosa da cospargenere sui fagotti al momento di servire.
Purtroppo non ho la foto perché, vuoi l'aspetto vuoi il profumo, tutti e tre i fagotti sono spariti prima che ci venisse in mente di fare la foto.
Siccome era rimasto dell'unto invitante nel fondo della pirofila e il forno era ancora caldo, ci ho poi arrostito delle patate al forno. In Italia ci saranno 40 gradi, ma qui si fa fatica ad arrivare a 20.
Il tutto, annaffiato da una bottiglia di dolcetto del monferrato che trovammo tempo fa in sconto al supermercato: saporito com'era il pollo, un vino bianco non avrebbe avuto speranza.